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La Legge non ammette l'ignoranza dell'avvocato.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 22/02/2012 @ 08:34:00, in Indagini, linkato 18 volte)
Il Movimento per l'Infanzia e le "Folies à Trois"


Parte prima: "il rapporto tra Pia Fantoni, Andrea Mazzeo e le altre"


In questa sede racconterò il modo in cui, attraverso il socialnetwork facebook, si sono create alcune fortune e la vera storia del cyberbullismo in seno al Movimento per l'Infanzia dell'avvocato Andrea Coffari.

In Italia l'associazionismo pseudo assistenzialista della tutela dei minori è affetto da un violento rampantismo, nasce e muore a seguito degli interessi più diversi, che vanno dal timore di finire indagati per la morte di un minore alla pura e semplice ricerca di nuovi clienti. Ed io, che lo so, ritengo sia uno degli associazionismi più sporchi in Italia. Così quando Andrea Coffari mi propose di collaborare con lui ribadii immediatamente sul tavolo della trattativa due condizioni "sine qua non".

La prima: Non avere mai il ruolo di tramite tra Lui e le sue clienti, lavorando in perfetta autonomia.
La seconda: un minimo garantito, il rimborso delle spese.

Tante le garanzie in un profluvio logorroico di parole, arrivò in fine la lettera di incarico. La lettera è pubblicata da me in questa medesima sezione denominata "Indagini", ovvero l'analisi in merito ai fatti dolosi di cui sono o sono stata oggetto e/o spettatore.

Nessuna delle due condizioni sine qua non è stata rispettata in questi mesi da Coffari e dal suo circo. La prima, perché per il salvataggio in extremis di una sua cliente era stata fondata una ennesima associazione di comodo, e pur di farla sembrar vera era già stata ricompresa nel direttivo del Movimento per l'Infanzia.

La seconda è di fatto non rispettata, in quanto io attendo dal mese di luglio 2011 il pagamento delle mie spettanze, pur avendo sostenuto le spese vive telefoniche di numerosi convegni tenuti dal Movimento o dai suoi membri, fino a quello di sabato 11 febbraio a Firenze.

Gli esterni del "menage à trois"


I due personaggio di cui parlerò a breve si conoscono da lungo tempo, la donna tra i due è senza ombra di dubbio uno degli attori dello stalking ai miei danni attualmente in corso. L'altro, visto con il senno di poi, è certamente molto meno meritevole della stima a lui attribuita fino a ieri.

Ai primordi di queste nuove conoscenze c'è una serie di miei articoli, che hanno finalmente illuminato la figura di Sergio Murolo posto fuori dall'omertà di tanti proprio dall'ordinanza della Suprema Corte di Cassazione, che lo ha condotto in carcere.

Murolo, infatti, era un "carissimo amico facebook" della Marta Crotti, la vittima del pedofilo Falduto. Presumibilmente, ma con beneficio d'inventario, la madre coraggio accettava tale amicale presenza grazie alla omertà avvolgente della sua amica Pia Fantoni. Ribadisco il beneficio d'inventario, per l'evidente spregiudicatezza in tutti codesti personaggi, anche se voglio sperare che se la Crotti avesse mai ascoltato una storia di "False Accuse" in tema abusi sui minori certo un qualche campanello di allarme le sarebbe scattato.

La mia conoscenza con la Fantoni risale esattamente alla trasmissione della Perego con ospite Marta Crotti, a me affidata dalla assenza dei suoi ospiti (l'associazione Valore Donna, la cliente di Coffari), la quale per entusiasmo mi volle assolutamente presentare la sua amica al telefono. Un rapporto "amicale" per me della durata facebook di 24 ore circa, perché la Fantoni volle telefonarmi ancora e mi spiegò di aver intrattenuto rapporti telematici e telefonici con il Murolo per mesi, nonché di essere stata al corrente del suo status di detenuto ai domiciliari e delle due condanne già riportate, cui era applicata dal giudice la severità della sospensiva della pena.

E' dello stesso periodo la sentenza del Massimario, che riporta in carcere i detenuti che usano facebook, e sarebbe bastato il consiglio di uno dei tanti avvocatucci telematici a farla desistere. Ma in questi ambienti è purtroppo risibile, con tutto il rispetto, finanche l'invito ai convegni all'ex comandante del Ros Carabinieri, in quanto vi si associano persone circuite ed altre dichiaratamente male intenzionate per il fine dell'esperienza. Il Murolo poi, stalkizzava me e la mia famiglia, e contestualmente circuiva due madri di bambini abusati da un altro pedofilo, non solo la Crotti, ed arrivava alla prepotenza di denunciare i Carabinieri di Ospitaletto di Bergamo, cosa per la quale l'ho denunciato io.

Il vero coraggio in chi soffra un qualsivoglia danno ricompreso con il penale è affrontare la vita e gli alti costi della causa, così molto dell'attivismo originario della Crotti è scomparso, lasciando i suoi lettori soli con gli account facebook divenuti vuoti contenitori.

Contenitori che sono stati riempiti nel tempo, a seguito di una vera progettazione marketing, da Andrea Mazzeo e Pia Fantoni. Due persone, che in forza del socialnetwork facebook, si conoscono da mesi e mesi e che insieme animano le pagine vuote di Marta Crotti. Tutto legale certo, se non si considera affatto l'abuso della credulità popolare, in cui le persone pensano di rivolgersi ad una madre di famiglia, creduta vera, mentre a rispondere ci sono uno psichiatra e una pseudo scrittrice.

Accade qui, dove smisi di scrivere non appena realizzata la gestione dei contenuti mesi fa:
http://www.facebook.com/pages/Marta-Crotti-Fan-Club-Ufficiale-Contro-Pedofilia-E-Pas/139481012769899

E' pertanto ovvia la familiarità con la quale una delle autrici del nuovo stalking contro la Morandi, in corso di denuncia, scriva familiarmente con Mazzeo chiamandolo "Maz" sulle pagine del gruppo facebook del Movimento per l'Infanzia di Coffari. E che ella senta "risollevato l'umore", per l'ospitalità data dal moroso Coffari nel bel mezzo dello schifo totale ai danni della Morandi lavoratrice, mobbizzata, stalkizzata e minacciata.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-22_083105_maz.jpg

E' giusto dire che la Fantoni è divenuta in questi mesi l'ombra della donna che è indagata a seguito della mia denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma, quella cioé del processo del giorno 24 c.m., altresì ella è persona "fidatissima" della Licia Palmentieri, la napoletana autrice dell'azione di mobbing presa al volo da Coffari e coautrice dell'azione di stalking via facebook della pagina contro Morandi. Una azione che ricade sotto la giurisprudenza della legge sullo stalking e dell'illecita sostituzione di persona (art. 494 codice penale), con l'aggravante della simulazione dei "futili motivi" a copertura integrale della tentata truffa attualmente in corso per i miei rimborsi spese.

E' lei, Pia Fantoni, il tres de union tra la Palmentieri e le politiche autoassolutorie della Lacalamita, che per timore di finire a processo per la sottrazione del "Gruppo a favore delle cellule staminali per malattie gravi", assoldava il pedofilo Sergio Murolo per commettere stalking e minacce ai miei danni e a quelli dei miei figli e della mia famiglia tutta, affidandone la gestione all'amica milanese Maria strada e ad altre, che non ebbero timore di agire ai miei danni anche un illecito pubblicitario con i nomi e i loghi della Editrice Aliberti, la spregiudicata editrice dei falsi diari di Ciancimino jr e del libro per una notte al viagra dell'ex premier (ovvero il peggior investimento di quel PD che ha partorito Tedesco).


Pia Fantoni e Aurelia Passaseo


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-22_125808_sentenza_passaseo_cens.jpg

Dell'entità di questi rapporti io sono certa, in quanto è sempre lei, la Pia Fantoni, a mettere in rete una antica sentenza della signora Aurelia Passaseo. La sentenza a me perviene, come visibile, proprio da Andrea Mazzeo in data 24 maggio 2011, alle ore 20:44. Affinché l'interessata, oggetto nei mesi scorsi di una pesante azione diffamatoria, possa riconoscersi, dirò che si tratta del rigetto in appello, proposto verso la sentenza del luglio 1979, del Tribunale di Genova il 4 giugno 1980. Un dato che non potrei conoscere se non fossi pervenuta in possesso della sentenza stessa.

La tecnica demotivazionale (dolosa)

Inoltre, solo la frequentazione telematica e fors'anche telefonica assidua della Fantoni con lo psichiatra Mazzeo, può aver suggerito alla donna la tecnica del "demotivazionale" per contrastare l'avversario, descritta anche in "Pragmatica della Comunicazione Umana", di P. Watzlawick, J. H. Beavin e Don D. Jackson. La copertina di questo testo, che io ho letto con interesse molti anni fa, appare sempre nelle slide delle conferenze del Mazzeo sulla P.A.S. (sindrome di alienazione genitoriale), tanto che sono certa egli gradirà la citazione bibliografica. Ed è ovviamente lei, unica a conoscere l'oggetto del procedimento giudiziario romano, ad aver studiato gli scritti di Maria Strada.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-22_133955_demotivazionali.jpg

Ed è sempre lei, la Fantoni, a ri-produrre il "ricalco" esatto e la reiterazione del reato.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-22_135442_reiterazione_cens.jpg

Per consentire al lettore una migliore comprensione delle "Folies à trois" di gardneriana memoria, tra il padre alienante cioè lo psicologo Mazzeo e le sue figlie alienate, formulo la domanda "stupida". Voi consigliereste mai una vostra amica di visitare un sito appena denunciato da Don Di Noto? Io assolutamente no. Ma là dove vi fosse bisogno segnalerei lo stesso sito web alla Polizia del paese di appartenenza, interpellando dove possibile il titolare dei server che lo ospitano, dopo una semplice ricerca whois. Le figliole adulte e alienate dalla campagna denigratoria ricorrono addirittura alla pubblicazione del sito denunciato, nel vano tentativo di accusare me ...

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-22_144132_marida.jpg

Come si legge in chiaro da questo screenshot le signore, figlie ideologiche di Mazzeo e sorelle di non si capisce bene quale attivismo, fanno proprio il servizio diffamazione Morandi offerto dalla criminalità organizzata del file sharing e lo ripubblicano.

Dato che non c'è nulla del famigerato Sissimo tra gli scritti usati dalle "folleggianti", alla luce delle controverse e alienanti relazioni tra Andrea Mazzeo, Pia Fantoni e Licia Palmentieri appare addirittura oscuro ed incestuoso, che quest'ultima chieda a me, ovvero il massimo esperto telematico che lei conosce, il whois del sito No alla violenza sulle donne (la pantomima dei futili motivi del mobbing e dello stalking), quando ella non esita un sol attimo a ritenere attendibili gli scritti di un sito del porno commerciale.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-16_181544.jpg


L'illogicità della azione delle donne di Mazzeo è data dal tentativo iracondo di spacciare uno per "venditore" di pornografia, mentre è manifesto che esse ritengano attendibile un altro, cogliendolo nell'esercizio della attività pornografica professionale web e pubblicizzandolo ai danni della madre di famiglia signora Morandi (la campagna denigratoria della Pas di Gardner).

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-22_152612.jpg

Le Folies à trois, cioé quel rapporto incestuoso e ossessivo che si crea tra lo psichiatra permissivo e il suo figlio/partners/cliente, è da considerare un fenomeno gravissimo. In primo luogo perché è tale da orientare il Bambino/partner/cliente anche verso il male assoluto, di volta in volta costituito da un rapporto incestuoso, dallo sfruttamento ad uso ricattatorio verso il genitore alienato (lo stalking alla Morandi ad esempio o per impedire gli incontri con l'altro genitore) o per rubare in strada le borse alle signore (i rimborsi spese alla Morandi).

Secondo, ma non ultimo, il circolo vizioso che si crea tra lo psichiatra permissivo e il suo partner/cliente è tale da far annichilire, avvizzire e sparire del tutto la percezione autoprotettiva del bene e del male nella mente meno sviluppata, ovvero quel fattore che io in precedenza ho definito come "rilevazione del fatto reato". Le donne al seguito delle figlie ideologiche del dott. Mazzeo hanno manifestato la mancata consapevolezza di trovarsi su un sito pornografico, dove, dietro ad una videata standard, può nascondersi anche materiale audio video pornografico girato facendo uso e abuso di donne, uomini, adolescenti e chissà, anche bambini, in stato di "riduzione in schiavitù".

Oggi l'avvocato Coffari è stato ospite in tv e certo ha il denaro per pagare le spettanze della Morandi.

Invito senz'altro il dott. Andrea Mazzeo ad adoperarsi affinché le mie spettanze vengano pagate e affinché cessi, del tutto, lo stalking e la diffamazione ai miei danni.


Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 21/02/2012 @ 14:15:22, in Indagini, linkato 28 volte)
Copia Mittente
Numero Accettazione: 2000002880039 
ZCZC 154412104006  
     CO      033
XXXXX 186 33 20 1040


DR. MAZZEO ANDREA
AZ. SANITARIA LOCALE LECCE DR. GEN.
VIA MIGLIETTA 5
73100 LECCE



INVITO AD OPERARSI PRONTA CESSAZIONE MOBBING E STALKING AI MIEI DANNI.

AVEVO INFORMATO VENERDI 17 C.M. TALE POSSIBILITA'.


PERORI PRESSO MOVIMENTO INFANZIA IL SALDO MIEI RIMBORSI SPESE UFFICIO STAMPA.

DISTINTI SALUTI


     LOREDANA MORANDI


MITTENTE:
MORANDI LOREDANA
VIA XXXXX XXXXXXXX XX
00100 ROMA
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Di Loredana Morandi (del 20/02/2012 @ 19:09:15, in Indagini, linkato 16 volte)
Facebook un nuovo falso dell'Antiviolenza Donne

Biagioquotidiano: una lezione di Iconologia Criminis per Licia Palmentieri


- omaggio a Stefania Noce ...


Il riso abbonda sulla bocca degli stolti, dice il proverbio, mentre le persone che hanno un'intelligenza e una più vasta cultura si dilettano delle cose semplici. Io faccio il punto del corso di una ennesima azione combinata di mobbing e stalking, con privazione immediata dell'attività lavorativa e cancellazione a Divinis del compenso pattuito in forma scritta, per i rimborsi spese dell'ufficio stampa per il  Movimento per l'Infanzia.

Ho parlato più volte del mercimonio immorale di ideologie nel divenire del portale Facebook italiano, ma son qui perché questo caso rappresenta l'eccezione e la regola: Stupitevi! Esiste un altra pagina Falsa intitolata "No alla violenza sulle donne" ed a gestirla è una esponente del sesso femminile: Licia Palmentieri, cui solo un paio di giorni fa mi rivolgevo con il bel titolo di S'ignora senza ancor ravvisare l'errore concettuale.

La pagina falsa è questa: 
http://www.facebook.com/Noallaviolenzasulledonnevero2


La donna, avvalendosi della collaborazione di amiche ed altre esagitate cyberstalker, alle 3 di notte di domenica 19 febbraio scorso, ha dato corso ad una ennesima azione minacciosa e persecutoria ai miei danni, con la realizzazione di una pagina facebook contenente il preciso invito a delinquere nei miei confronti, intitolata:

"Facciamo chiudere il blog Giustizia Quotidiana di Loredana Morandi" a questo link:
http://www.facebook.com/pages/Facciamo-chiudere-il-blog-Giustizia-Quotidiana-di-Loredana-Morandi/354916241197857

di cui vi mostro l'anteprima di stampa:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-20_195541_anteprima-stampa.jpg
clicca per allargare l'immagine

I contenuti sono raccogliticci, copiati e incollati a mente greve dal blog di Duna, come ella fa di solito sulla sua pagina antiviolenza finta, ma senza link per timore di essere denunciata. I link in seguito li ha pubblicati tutti nei commenti della mia pagina, aiutata in ciò da numerose e riconoscibili partners, di persona e sotto falso nome, ivi compresi quelli prodotti dagli indagati del 24 febbraio prossimo, ma questa è un altra storia.

In merito mi dichiaro sorpresa. Evidentemente non c'è mai fine al cattivo gusto e a quella malevolenza tipica di chi ignora. Contestualmente salta agli occhi che manchi l'intelletto nell'agire. Io mi getterei nel fiume nuotando contro la corrente per salvare una mia amica, ma non mi suiciderei mai per farle piacere. Questi deliranti individui invece sì, lo fanno, soggiogati da poteri ritenuti sovrumani, immediatamente associabili alle solite raccomandazioni dalle escort baresi, dal figliol prodigo dei pizzini e dalla apologia della pedofilia del film Anima Nera, associabili per chiunque, figurarsi per me che ovviamente il mio caso lo conosco bene e a fondo. Il delirio è, che pur di non lasciarmi neppure il beneficio di inventario, li pubblicano. Di seguito la piece di insulti.. 

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-20_203227_quadretto_insulti.jpg

Ora, senza timore di peccare d'orgoglio, si tratta della peggior accozzaglia di insulti e minacce mai vista prima, un pozzo di insipienza sul quale affiora la melma del "potere alieno". Una scenografia talmente brutta e resa volgare dagli insulti triti, dalla quale si erge come una star del cinema la personificazione recitata di una sorta di Giordano Bruno divenuto predicatore antifemminista, una trolling performance che denota un minimo di ricerca e di interpretazione.

Al menù da "Duna" promosso dalla esagitata e dalle amiche manca però la portata "Figli" ed io, che ho denunciato già tre volte lo stesso identico utilizzo, non credo al genio di un istinto di sopravvivenza in queste donne. Piuttosto deve trattarsi di un tabù comunitario, perché l'azione peggiore è certamente in capo ai maschi dominanti del branco (l'avvocato e il circo degli psicologi, psichiatri, terapeuti e altri ctu/ctp).

Il dolce in ultimo, a cui provvede la falsa operatrice dell'antiviolenza donne in prima persona:


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-20_212933_falsa_operatrice.jpg


La falsa operatrice dell'antiviolenza donne



Testuale: "Oh, sto blog m'ha fatta piegare in due dalle risate..." esordisce la Palmentieri, femmista dell'altro ieri oggi falsa operatrice dell'antiviolenza donne, che soltanto ier l'altro affermava di occuparsi della denuncia di Ninni Noce, il babbo affranto dalla scomparsa della figliola Stefania Noce uccisa brutalmente insieme al nonno, che tentò di difenderla. Povera Stefania, perché se dall'aldilà osserva il modo e da chi viene circuito suo padre, certo si dispera.

E' giusto dire che Licia Palmentieri non avrebbe mai salvato Stefania, per la cecità totale nel vedere il fenomeno reato riconoscendovi il prologo di un omicidio annunciato. Questo è quel che la rende una falsa operatrice dell'antiviolenza: ovvero il non aver visto ciò che comunemente viene definito come  "la minaccia".

La minaccia di Biagio

Tutti lo sanno, ma per chi non lo sapesse, Biagioquotidiano ha iniziato le sue pubblicazioni di morte nel lontano luglio del 2008 con lo scandalo UniNa (pubblicato in prima pagina sui quotidiani di Napoli), ha sei amministratori di cui cinque sono membri di una crew di post produzione audio video illegale del file sharing e l'ultima è Duna. Tra questi sei sono identificate solo 4 persone. Alcuni abitudinari frequentatori provengono dal forum della crew, famosissimo negli ambienti del p2p per le recensioni a materiale pornografico virtuale. L'amministratore è già stato indagato dalla Guardia di Finanza, che nel 2004 sequestrò la comunità p2p ItaliaZip.

I blog Biagio e Duna sono stati entrambi commissionati dallo staff Azzurra.org ai redattori per la copertura dello scandalo Unina, il server di proprietà dello Stato presso l'Università Federico II di Napoli, allora nelle mani della criminalità del web sul quale coabitavano contemporaneamente i chan del p2p per la lavorazione dei file audiovideo da reimmettere nei circuiti eDonkey e Torrent e alcune chat hard a carattere commerciale. Il reclutatore è l'avvocato di parte di Pirate Bay, che affiancò alla crew del p2p la community del porno commerciale SessoChannel, opera di un softwerista e probabile cliente di Selargius (Cagliari - tutto documentato).

Ma soprattutto Biagio e Duna sono opera intellettuale del più antico blog del circuito Falsi Abusi: "ilgiustiziere-lafabbricadeimostri" e del suo autore "il giustiziere", al secolo Stefano Zanetti ex consulente di parte di Pino La Monica, quest'ultimo è condannato in primo grado per abusi ai danni di alcune bambine. Il giustiziere è il padre ideologico di Biagio e Duna, e come un padre di tanto in tanto visita la sua creatura senza sfuggire alla mia sorveglianza.


La minaccia di Biagio è realmente una pistola carica che spara sempre, fin pagata agli autori con raccomandazioni ed altro, e si esorcizza soltanto con il rivelarne le trame. Infatti, pour parler licenza poetica e diritto di satira, se io venissi uccisa oggi o tra tre mesi, possiamo collocare la consegna del mandato il 26 gennaio 2012 nel corso dell'incontro privato tra Francesco Miraglia (perquisito, sequestrato, indagato già 415 bis nell'omicidio di Teresa Buonocore e legale di parte del pedofilo Perillo, già legale di Pino La Monica) e Andrea Coffari, presidente del Movimento per l'Infanzia, nell'oscurità data dai riflettori dei salottini Rai.

In ogni caso no, non è un caso che io subisca un "licenziamento senza giusta causa" dal Movimento per l'Infanzia e contestualmente una azione di stalking dal nuovo circo delle amiche della Lacalamita, a tre giorni dal processo romano contro il pedofilo Murolo e la Lacalamita stessa.
Anche se tutto avviene con l'aggravante simulata dei "futili motivi", la pantomima del litigio simulato dalla Palmentieri con la sottoscritta, causato dall'inqualificabile "ban" di invisibilità contro il mio ruolo di amministratore della pagina e del gruppo facebook del Movimento per l'Infanzia, una azione che ricade sotto la giurisprudenza dell'articolo 57 del codice penale (leggi sulla stampa) e che guarda un po' mi fa perdere anche il lavoro proprio come in una azione di mobbing. Domanda ironica: voleva essere forse un omicidio?

Perché la Palmentieri non avrebbe salvato Stefania Noce

Ella è completamente cieca al fatto reato e quel che è peggio lo è in un inattaccabile delirio di onnipotenza. Per la brevissima disamina in merito al che cosa Licia Palmentieri NON abbia visto sul sito Biagioquotidiano, prenderò come campione lo scritto contenente la rivendicazione ideologica dell'ultima azione di hacking subita da questo sito web. Il deface operato onde mettermi a tacere nel corso del comunicato stampa per il convegno tenutosi ad Oria (prov. Brindisi) organizzato dal Movimento per l'Infanzia, l'Oratorio Sing e dalla Fondazione Bartolo Longo, che mi ha costretta a ricorrere al webmaster per la riparazione.

Lo scritto presente su Biagio si chiama "Template", come la scritta apparsa qui durante l'offline dell'hacking, e ve lo presenterò in sezioni. Le "costanti" della pagina saranno da me evidenziate in rosso, mentre gli elementi esterni in verde.


Le minacce di morte alla Morandi e la visita del Giustiziere


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-21_063616.jpg


e Coffari lo sa (è presente ma non coinvolta ai fatti di stalking la sig.ra Lerici)


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-21_065029_coffari.jpg


La lunga "durata", cioè l'età di Biagioquotidiano



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-21_064154_4_anni.jpg


i partners e la community del p2p


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-21_070920_microcosmo.jpg


La mia firma, le visite al sito e gli insulti + altri danneggiamenti



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-21_071555_firma_visite_insulti.jpg


Riassumendo i contenuti si può dire che lo staff di Biagioquotidiano, pur non conoscendo nulla di me, ha già pubblicato ed è stato denunciato per averlo fatto:  il mio nome, deturpato e non, centinaia di volte; il mio indirizzo di casa; il mio telefono; l'indirizzo di casa e il telefono di mia suocera; le foto dei miei figli; i loro profili facebook; disturbandoli in privato; e al telefono sul lavoro; insultandoli ed insultando me, la loro madre.

Ad oggi il blog Biagioquotidiano ha già sposato le seguenti cause: a) lo scandalo UniNa; b) la sottrazione del sito facebook "Gruppo a favore delle cellule staminali per malattie gravi"; c) la tentata truffa ai miei danni ad opera di taluni napoletani; d) una azione di spam alle Procure italiane; e) ogni azione di hacking, bavaglio extragiudiziario, campagna di stalking giudiziario, azione di mobbing reale e mobbing account facebook, diffamazione, molestia o minaccia ai miei danni, ai miei figli, alla mia famiglia, agli artisti anche quando magistrati, rivendicandola contestualmente.



La Palmentieri e il suo mandato


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-21_074328_insulti.jpg

L'insulto per l'insulto è cosa che nasce dall'infima levatura sociale della donna e dalle sue mire rampanti e disoneste sui temi dell'antiviolenza donne, ma alcune frasi non sono da attribuirsi solo ad una contaminazione dei testi di Biagioquotidiano letti e studiati, evidentemente, da qualcun altro per mesi e mesi. Ovvero dal personaggio a tutti noto per i suoi rapporti telefonici con Murolo, che in questo momento gestisce alcuni degli account fake attualmente in azione sul profilo facebook del blog Giustizia Quotidiana.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-21_074216_tso.jpg

Le mie denunce sono efficaci, infatti la signora Lacalamita non risulterebbe indagata presso il casellario giudiziale di Roma se così non fosse. Le parole della signora Licia Palmentieri, a tre giorni dal processo Lacalamita, denotano invece un pensiero ad alto contenuto compromissorio, manifesto anche nella burletta alle lungaggini del sistema giustizia italiano. Non sussiste alcun dubbio che tale sicurezza le provenga dall'evidente protezione goduta seduta stante presso l'avvocato Andrea Coffari, che non esitava affatto nel "silenziare" me, "licenziandomi" contestualmente, e facendo propria l'azione dolosa di mobbing, che precede i segni dell'attuale persecuzione e diffamazione reiterata.

Il Movimento per l'Infanzia è una associazione traballante, i soci di Cagliari autori di splendidi convegni se ne sono andati presentando la fattura per le prestazioni all'avvocato presidente. Ma ciò che è peggio è che nasce e si fonda sul "non rimosso" di un Figlio Abusato adulto, che cammina oggi per l'impegno della bella mente di un Padre Alienante sui temi della PAS di Gardner.

Causa ed effetto. Anche una mente eccellente ha bisogno di riposo, specie se messa sotto pressione o provocata. Una giustificazione validissima e comprensibile, ma che nell'agire provoca sicuri effetti sulle menti inferiori e meno evolute, ponendo in essere l'accezione tipica del pensiero gardneriano sull'alienazione genitoriale definita da Mazzeo stesso le "Folies à Trois", ovvero il rapporto morboso, omertoso e delirante che si crea tra il genitore alienante e il suo consulente tecnico psichiatrico, quando evidentemente permissivo, ovviamente in danno al terzo soggetto non rappresentato: il Bambino.

Così il divertissment Giannetto Furlan del prof. Andrea Mazzeo, psichiatra della Asl di Lecce, nato come rilassante caricatura ai danni del signor Gianni Furlanetto titolare della Geobox.IT Srl, diviene nella signora Licia Palmentieri la visibile alienazione dei freni inibitori verso la consapevolezza stessa del fenomeno reato, nella sua interazione con il fatto doloso manifesto della pubblicazione Biagioquotidiano e nelle azioni dolose ai miei danni attualmente in corso.



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-21_084005.jpg

http://www.facebook.com/profile.php?id=100002159580703

La sola pratica sana di una analisi scientifica rigorosa sul singolo specifico fenomeno è la non contaminazione. Poi c'è lo stile, che ha caratteristica personale, nel non abbassarsi mai a livelli sociali da "bassi" napoletani (il basso è una abitazione piano strada - ogni riferimento alla statura di persone qui citate è casuale).

Esprimo così il mio dubbio in merito ai titoli detenuti dalla sedicente femminista e sedicente operatrice dell'antiviolenza donne Licia Palmentieri per impartire a me, Loredana Morandi, cure, farmaci o affini con gli insulti, per acclamazione popolare e/o con l'istigazione a delinquere data alla massa con i prerequisiti della sostituzione di persona per l'uso e l'abuso della mia foto personale, quando non vi è nessuna chiarezza alla luce delle azioni compiute nel corso di mesi, settimane, giorni o a seguito di repentina decisione o colpo di mano nel suo avvocato e nel suo psichiatra di fiducia.

Resta lo psicologo Alessandro Costantini, informato sui fatti, la cui figura silente voglio illuminare affinché perori la causa giusta del pagamento immediato delle mie spettanze presso l'avvocato Girolamo Andrea Coffari, seduta stante.


Loredana Morandi

Copyright: Autorizzo la copia e la riproduzione di questo articolo, per intero o in parte, con la citazione della autrice e il link al mio sito e la cortese comunicazione in merito a dove avverà la sua pubblicazione.


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Due linee contrapposte per i vertici dell' Anm


Il dopo Berlusconi Prime elezioni del dopo Berlusconi: periodo in cui il clima tra magistrati e governo è spesso stato teso


ROMA - Quando la corrente maggioritaria e centrista di Unità per la Costituzione propose un rinvio - per meglio fronteggiare l' emergenza della responsabilità civile dei giudici inserita in una legge al vaglio del Parlamento, si disse - tutte le altre componenti si opposero. Ma poi la neve ha fatto slittare il voto di una settimana, e il Carnevale di un' altra. Così le elezioni per il rinnovo del «parlamentino» dell' Associazione nazionale magistrati, il comitato direttivo centrale, si terranno domenica prossima, dal 26 al 28 febbraio. Urne aperte tre giorni per una consultazione a suo modo «storica»: la prima del dopo Berlusconi, con gli attacchi pressoché quotidiani e le riforme punitive eredità del passato, non più incubi per il futuro. Almeno nei propositi e nelle aspettative.

Ma saranno elezioni-bivio anche per altri motivi. Per vedere se sarà confermato il rinnovamento tentato dall' Anm negli ultimi quattro anni (intransigenza di fronte alle aggressioni esterne ma senza contrapposizioni aprioristiche col potere politico, e spinte riformatrici all' interno soprattutto sui versanti della professionalità e della «questione morale»); oppure se prevarrà chi ha criticato questa gestione, non solo il gruppo più conservatore Magistratura indipendente, che stava all' opposizione, ma anche i dissenzienti di Unicost e delle componenti di sinistra, Magistratura democratica e Movimento per la giustizia. Sarà una conta per capire l' orientamento dei circa novemila giudici e pubblici ministeri d' Italia, che nell' ultimo decennio si sono mostrati ondivaghi nelle loro scelte.

Alle elezioni del 2003, nel pieno dello scontro con il governo Berlusconi che sfornava leggi ad personam a ripetizione e la cosiddetta «controriforma» dell' ordinamento giudiziario, ci fu un' avanzata delle correnti «di sinistra» - Md e Movimento, che già avevano avuto una buona affermazione nel 1999 - a discapito di Unicost e Mi. Vinse la linea di «resistenza», che dopo il cambio di maggioranza politica del 2006 cercò l' accordo col governo Prodi per rimettere mano alla «controriforma». Con qualche compromesso che venne malgiudicato alle successive elezioni del 2007, segnate da un' inversione di tendenza: aumento di Unicost e Mi (rispettivamente del 5 e 6 per cento) e diminuzione dei consensi per Md e Movimento, meno 5 per cento ciascuno. Ne venne fuori una Giunta esecutiva centrale (il governo dell' Associazione) comunque «di centrosinistra», composta da Unicost, Md e Movimento. Ma con un ricambio generazionale che ha segnato anche un mutamento di rotta rispetto alle precedenti gestioni.

I «giovani» Luca Palamara e Giuseppe Cascini (presidente e segretario uscenti, di Unicost il primo e di Md il secondo) entrambi non ricandidati insieme al vicepresidente Ardituro (Movimento), hanno provato un approccio più dialogante col potere politico - anche dopo il ritorno di Berlusconi, e adesso con Monti - e insieme di maggior rigore all' interno della categoria. Per esempio stigmatizzando alcune iniziative giudiziarie giudicate «avventurose», o invocando interventi nei confronti di colleghi implicati in vicende scivolose come quella della presunta associazione segreta ribattezzata P3.

Risulterà la linea vincente o prevarrà il ritorno a schemi e divisioni del passato? Le previsioni non escludono un' ulteriore avanzata di Mi, che già guadagnò consensi lo scorso anno nel voto per il Csm. Il suo programma elettorale s' intitola «Tornare a fare sindacato», e mette al primo punto la «tutela delle condizioni di lavoro dei magistrati e la loro indipendenza economica». Che tradotto significa rivendicazioni retributive dal sapore un po' corporativo. E c' è l' incognita di Proposta B, inedita lista che denuncia le «degenerazioni del fenomeno correntizio», nell' Anm come al Csm.

La corazzata Unicost ribatte con il «rispetto della terzietà costituzionale» per allontanare pericoli di «collateralismo politico», mentre i progressisti di Md e Movimento, riuniti sotto la sigla Area, mettono l' accento (fra l' altro) sulla «questione morale» nella magistratura. Di cui in passato s' è discusso, ad esempio, anche a proposito del segretario di Mi (e numero 2 della lista) Cosimo Ferri, dopo che il suo nome è comparso nelle intercettazioni delle inchieste sulla P3, sui tentativi di condizionamento della Rai e su Calciopoli. Vicende nelle quali, peraltro, Ferri non è stato mai coinvolto sul piano giudiziario e ha sempre rivendicato la propria correttezza.

Ma le diversità di vedute restano, così come la scelta dei gruppi che hanno governato finora l' Anm di puntare su magistrati considerati ancora giovani; tra i candidati di Unicost risaltano i nomi del procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo e del pm di Roma Rodolfo Sabelli, titolare dell' indagine sulla P3, mentre fra quelli di Area l' ex componente del Csm Ezia Maccora e Alessandra Galli, giudice a Milano come suo padre Guido, assassinato dai terroristi di Prima Linea trentadue anni fa.

Bianconi Giovanni

Pagina 21 (19 febbraio 2012) - Corriere della Sera
http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/19/partita_delle_toghe_Due_linee_co_9_120219016.shtml
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Fulvio Sarzana è un ottimo avvocato e figlio celebre, però avendo conosciuto bene l'amministratore del sito chiuso oggi dal gip di Belluno, devo dire che egli pecca di troppa veemenza mediatica. Infatti l'avvocato Sarzana parla per il suo cliente, mentre il sito Vajont.info non rappresenta in alcun modo la celebrazione del ricordo delle 1910 vittime della strage del 1963 e non ha neppure il taglio di proporre al lettore una seria indagine a carattere di tentato giornalismo. A dirla tutta, Vajont.info non è neanche in argomento con la strage, se e quando in prima pagina appaiono altre vicende (variamente giudiziarie) reperite alla rinfusa su Facebook italiano. Un junk blog (blog spazzatura), niente di più.

Io sono una vittima della furia oratoria del Dal Farra, è vero. Lui  infatti è l'autore dell'evento facebook con il quale chiede ancor oggi la mia eliminazione "fisica", ed è indagato  per questo anche presso la Procura di Roma. Una richiesta alla rete contro una singola persona, nata senza ragione e anche a seguito di alcuni "furti" di materiale sotto copyright su questo sito, sulla quale l'avvocato Sarzana dovrebbe riflettere con attenzione. Quindi gli domando: quanto della necessità di divulgare la chiusura del sito è solo il bisogno di farsi pubblicità allo studio?

Questo, vi presento, è il cliente dell'avvocato Sarzana, Tiziano Dal Farra autore di Vajont.info.  In questo evento, almeno uno degli attivisti oggi e per i prossimi 8 anni è in carcere per pedofilia (Ordinanza di Cassazione nr 39133 del 4 novembre 2010) recluso presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Uno è il clone del presidente della Prometeo Onlus, una associazione contro la pedofilia. Altri, i cui account sono attivi, sono i membri di una crew del file sharing illegale e tra questi c'è l'albanese di un internet point, che regolarmente opera come autore per la post produzione dello sharing illegale e torna a casa carico delle prime visioni rubate al cinema. L'ultimo è una società commerciale del web ubicata a Firenze.

http://www.facebook.com/events/157785652922/ 

Concludendo: le vittime del Vajont finalmente riposeranno in pace, grazie al sempre ottimo lavoro fatto dal pm e dal Gip del Tribunale di Belluno. Grazie anche da parte mia, che sono viva e lotto per sradicare la violenza di queste persone dalla mia vita.

Loredana Morandi

«Offese a Scilipoti e Paniz»
Oscurato sito su strage Vajont



Una frase ritenuta offensiva, una denuncia degli onorevoli Scilipoti e Paniz, e il sito dedicato alle vittime del Vajont è stato chiuso. A raccontare il fatto Fulvio Sarzana sul suo blog. La notizia è subito rimbalzata su Twitter. 

"Il Giudice delle indagini preliminari di Belluno -scrive Sarzana- ordina la chiusura preventiva del’intero  portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone, per una frase ritenuta offensiva della reputazione degli  On. Domenico  Scilipoti e Maurizio  Paniz,  e ordina a 226 Provider italiani di impedire ai cittadini italiani di aver accesso al portale".

Sotto accusa ci sarebbe -racconta Sarzana- una «metafora alpina». «Il sito web che raccontava, con immagini ed articoli, la storia della strage conseguente al crollo della diga è ora offline. L'autore del sito si è permesso una frase sarcastica nei confronti dei due parlamentari. C'è stata una denuncia, e il giudice ha ordinato l'oscuramento preventivo».

http://www.unita.it/italia/scilipoti-e-paniz-denunciano-sito-br-chiuso-portale-su-strage-vajont-1.382956
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Di Loredana Morandi (del 15/02/2012 @ 09:48:31, in Indagini, linkato 83 volte)
Gentile Signora
Licia Palmentieri*,



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-18_105226_pagina_a_tutti_visibile.jpg
il gruppo facebook del Movimento per l'Infanzia come appare a tutti

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-18_105313_come_appare_a_me.jpg
il gruppo facebook del Movimento per l'Infanzia come appare a me


E' necessario che io scriva per chiarire che: è da ritenersi gravemente offensiva e provocatoria l'attività web di bannare le persone dei moderatori di una pagina o di un gruppo facebook o simili, ai fini di poter scrivere a loro insaputa.


Pertanto, il mio invito a provvedere ella stessa alla cancellazione dal gruppo della associazione Movimento per l'Infanzia è valido e per completezza lo ribadisco pubblicando il link alla pagina di riferimento:

http://www.facebook.com/groups/33480557519/

La persona presa di mira sono io, pertanto chiarisco che sono amministratore della pagina in quanto mi necessita per svolgere le normali attività gestionali dell'incarico a me affidato con lettera del 14 aprile 2011, a firma del presidente della associazione Movimento per l'Infanzia.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-15_134002.jpg

Comprenderà certo che l'attuale provocazione è intollerabile, se agita nei confronti di una associazione come il Movimento per l'Infanzia, che si occupa della tutela dei minori.

Altresì in un simile comportamento è ravvisabile quella volontà personale devoluta all'offesa della persona nei confronti della quale si agisce. Tale volontà può agevolmente essere ritenuta alla stregua di una azione per forzare la mano alle associazioni che costituiscono il Movimento per l'Infanzia. In questo caso da una azione di trolling, ovvero il puro e semplice dispetto, può generarsi un fenomeno di mobbing ai danni del malcapitato. Allo stato d'analisi della vicenda non sussiste alcun dubbio sulla volontà e sulla persona del malcapitato.

Tra otto giorni io avrò la mia udienza in Tribunale, nel primo fascicolo dove è denunciata la presenza del pregiudicato per abusi sessuali in danno a minori Sergio Murolo, che agiva ai miei danni  e a i danni dei miei figli trovandosi ristretto ai domiciliari ed in violazione degli stessi, pur con la misura severissima della sospensione della pena già confermata in secondo grado di giudizio per nove anni di reclusione.

Una vicenda che certo è nota alla signora Palmentieri, e non solo a lei perché sono numerose le persone che sono sui tabulati telefonici del pedofilo pregiudicato.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/vicinanza.jpg

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-15_102415_fidatissima.jpg

Pubblicità progresso in previsione del decreto Svuota Carceri: Non date MAI il vostro numero di telefono a fidatissimi conosciuti (senza "s"), che lamentano le proprie condanne penali e di essere stati vittime di false accuse. Nel 99,99999%  dei casi state parlando con un pregiudicato agli arresti domiciliari - 18 mesi > fine pena.

Così invito la signora Palmentieri ad assumere in pubblico un comportamento consono al rispetto dell'altrui dignità e ad agire al più presto, onde ottemperare alla mia richiesta, che vuole solo recuperare il clima di legalità del gruppo e della pagina Facebook della associazione Movimento per l'Infanzia.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-16_181544.jpg

In merito alle richieste e ai desiderata, come ho già scritto alla signora Palmentieri, sono contraria a cedere parti del mio archivio di vittima da quattro anni ( - 4 - ), se non contestualmente nominata in qualità di esperto e/o di vittima. Ciò  nei suoi confronti signora Palmentieri ha carattere definitivo e di esplicito divieto di utilizzo - copyright - ai fini di personali tornaconti e/o commerciale in merito a tutte le mie pubblicazioni e agli archivi.

http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/421102_273033626102385_139588766113539_684089_1275765110_n.jpg

Salutandola cordialmente, le attribuisco un grande successo. Quello di avermi fatto notare una certa coerenza nell'agire del suo "solo nominato" avversario, quando egli denuncia le ipocrisie di certi sistemi.

E' già, perché il profilo facebook Consulenza Penale è il nuovo sito dell'avvocato Andrea Coffari e, come è evidente, merita il medesimo plauso visto che saluta così affabilmente la signora Palmentieri, mentre ella gioca con la mia responsabilità civile e penale.

Loredana Morandi

(* la signora Licia Palmentieri è l'autrice della pagina facebook: Noallaviolenzasulledonnevero2, il vero su facebook è sempre relativo e altrettanto soggettivo, mentre solo raramente si manifesta in quanto realistico).
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Di Loredana Morandi (del 14/02/2012 @ 11:31:55, in Osservatorio Famiglia, linkato 31 volte)
La presentazione è in corso adesso... L.M.

METER REPORT 2011 :
QUASI 90.000 BAMBINI ABUSATI
E 4.561 COINVOLTI NEL SEXTING


Scarica il Rapporto Meter 2011


I numeri che presentiamo sono eloquenti: dal 2003 ad oggi Meter ha contato 86.670 bambini abusati, 91.231 sfruttati sessualmente (filmini, prostituzione, foto), 4.561 oggetto di sexting. Si tratta, per quest’ultimo, di un nuovo trend: la molestia attraverso mezzi informatici (autoscatti osé, messaggi ed email). A questi numeri si sono contrapposti i dati di Meter nel 2011:

- 20.390 siti web monitorati;
- 1.087 comunità su social network segnalate alla Polizia Postale;
- 1.113 consulenze telefoniche;
- 28 vittime di abusi seguite dal Centro d’Ascolto e Accoglienza.

DA DOVE VENGONO I DATI E DOVE VANNO – I dati di Meter nascono dalla sua esperienza, ormai ventennale, in tema di monitoraggio della Rete internet. I bambini vengono contati uno per uno, così come vengono indicate le fotografie o i video presenti sui siti. METER NON SVOLGE INDAGINI PER CONTO PROPRIO, ma segnala alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e alle autorità estere quanto accade per gli sviluppi del caso.
Meter è presente nel Database UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute), collabora con il CNCPO (Centro Nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet), grazie alla convenzione siglata nel 2008 per l’individuazione delle vittime di sfruttamento sessuale e di produzione di materiale pedopornografico. È appena il caso di sottolineare che i dati e le segnalazioni di Meter sono una mappatura preziosa del fenomeno e permettono di accelerare le indagini.

SEGNALAZIONI 2011: +48,11% RISPETTO AL 2010, SOCIAL NETWORK TRIPLICATI. GLI INTERNAUTI PRENDONO COSCIENZA – Passando all’analisi delle segnalazioni, nel 2011 abbiamo inviato 1.175 protocolli ufficiali. Queste hanno indicato, fra siti contenenti foto e video, migliaia di bambini e adolescenti sfruttati sessualmente, social network usati per scopi illeciti e indirizzi email di sospetti pedofili. In particolare:

Anno    Siti web segnalati    Riferimenti italiani    Social network
2010              13.766                   65                         315
2011              20.390                 140                      1.087

La maggior parte delle segnalazioni (94,3%) arriva dai domini web, mentre i social network toccano il 5,3%. Il resto è appannaggio delle email e BBS, ormai archeologia informatica. La crescita del numero di segnalazioni è avvenuta anche attraverso il form compilabile dagli internauti su www.associazionemeter.org; portale che indica l’efficacia delle attività di prevenzione e sensibilizzazione nello sviluppo di una coscienza collettiva a tutela dei minori. Salgono, infatti, a 1.094 le segnalazioni inoltrate dagli utenti rispetto alle 889 del 2010.

I SITI PEDOFILI: DOVE SONO I PERPETUATORI DI ABUSI SU MINORI? SONO IN MAGGIORANZA EUROPEI. RUSSIA CAPOLISTA. AUMENTI IN AFRICA DEL NORD E CINA – Dall’analisi dei dati del monitoraggio online, è possibile evidenziare come il Vecchio Continente sia caratterizzato dal maggior numero di domini a contenuto pedopornografico. L’Europa “vale” l’81,5% del totale, seguito dall’Asia  12,2), l’Africa (2,3), l’America (2,3) e l’Oceania (1,4). In un ideale “podio della vergogna”, i domini specifici dedicati alla pedofilia toccano, al terzo posto, la Spagna (0,94%) con 25 indirizzi. Al secondo posto la Repubblica Ceca (2,59%, 69 indirizzi) e al primo, con 2.263 indirizzi, la Russia (84,9%). L’Europa tocca 155 indirizzi totali, ossia il 5,83% delle rilevazioni. Le Americhe vedono gli USA al primo posto (77,3%, 58 siti), seguiti da Cuba (9 siti, 12%) e Repubblica Dominicana (10,6%, 8 siti). In Africa la Libia, con 78 siti, detiene il record continentale mentre l’Asia, India, Vietnam e Cina, rispettivamente con il 56,2%, il 15,5%, 14,5% guidano il trio dello sfruttamento pedopornografico. Chiude l’Oceania, dove le Isole Cocos (Australia) assommano al 58,3% delle segnalazioni, con le Tonga e le Tukelau (Nuova Zelanda) ambedue a pari merito col 20,8%. L’Italia ha un ruolo marginale, con soli 10 domini e lo 0,3% sul totale. Questo sembra essere incoraggiante: una spia del ruolo di contrasto che Meter svolge in collaborazione con la Polpost.

SOCIAL NETWORK: LA NUOVA FRONTIERA – Il confronto 2010-2011 mostra che le segnalazioni in tema di comunità e social network abbiano visto una crescita esponenziale. Alcuni sono stati chiusi, altri hanno iniziato a proporre materiale pedopornografico. Nelle rilevazioni di Meter sono entrate anche le comunità pedofile provenienti da Grou.ps, Blogspot, Twitter, Vkontakte. Scorgendo i dati si può notare che nel 2010 Grou.ps è in testa con 143 segnalazioni, seguito da Ning (88) e Facebook (42). Nel 2011 Grou.ps resta primo con 802 segnalazioni, 70 Grouply e 68 Vkontakte. Facebook aumenta di 10 unità e va a quota 52.

SEXTING, NUOVA VERGOGNA ED EMERGENZA - Il 2011 ha regalato anche il sexting, ossia il minore vittima di se stesso. Non bastavano infantofilia (abusi sessuali compiuti sui bambini da pochi giorni a due anni) e pedofilia culturale (movimenti e lobby per lo sdoganamento dello stupro dei bambini: perché QUESTO è la pedofilia!): adesso ecco il sexting. Si tratta dell’invio di immagini sessualmente esplicite o testi riguardanti il sesso attraverso strumenti informatici. Foto e video a sfondo sessuale realizzati con i cellulari e pubblicati online su social network e chat. Solo nel 2011, la ricerca Meter ha contato almeno 4.561 vittime: sono quelle accertate esaminando le immagini e indicando quelle che rappresentavano palesemente autoproduzioni.

NUMERO VERDE E TELEFONO ISTITUZIONALE, 22.000 CHIAMATE IN DIECI ANNI – Le telefonate ricevute quest’anno al numero 800.455.270 sono state 1.133. Arrivano come sempre richieste di aiuto riguardanti la tutela e il benessere del minore e della famiglia. Sicilia (719 chiamate), Lazio (95) e Veneto (35) sono ai primi posti per il numero di richieste. Chi telefona chiede consulenze agli esperti e denuncia sospetti di abuso, seguono l’assistenza psicologica, giuridica, informatica e il sostegno spirituale. Dall’estero sono arrivate 84 telefonate, a riprova dei rapporti internazionali dell’Associazione Meter.

IL CENTRO ASCOLTO E ACCOGLIENZA - Importante anche il contributo – collegato ai contatti – del Centro Ascolto e Accoglienza Meter che offre aiuto al minore ed alla famiglia. Un’equipe di tecnici della riabilitazione psicologica, medica e neuropsichiatrica insieme ad esperti legali e informatici accompagna gli utenti che scelgono di rivolgersi alla nostra realtà nel percorso di scoperta e risoluzione del problema con attività di consulenza specifiche a seconda delle situazioni esposte.
Le richieste arrivate al Centro riguardano problemi derivanti da abuso sessuale, anche presunto, da figli contesi in separazione (14,1%), seguiti dalla consulenza giuridica (13,3), dal sostegno spirituale (12,6) e dalla scoperta, dopo anni, di abusi sui figli da parte di parenti di primo grado (11,8).

PRESENZA PUBBLICA: 16.000 PERSONE INCONTRATE NEL 2011 – Meter registra il numero dei partecipanti ai suoi eventi. Quest’anno, con 84 convegni e incontri di formazione-informazione, richiesti da Enti pubblici e privati appartenenti a tutto il territorio nazionale, ha incontrato 16.190 persone in Università, comunità, simposi, associazioni. Spesso Meter viene invitata a partecipare e intervenire su temi quali pedofilia e abuso, problematiche sulla famiglia e minori.

METER A SERVIZIO DEI BAMBINI NELLA CHIESA – Anche nel 2011 la Chiesa e Meter hanno collaborato. L’associazione si pone come opera educativa verso preadolescenti, adolescenti e giovani nell’ambito di un percorso di accompagnamento sulle nuove forme d’abuso e sfruttamento. Su richiesta di Diocesi e parrocchie, Meter ha partecipato a eventi rivolti al clero (convegni, conferenze, incontri, corsi di formazione), incontri privati e udienze con i vescovi, celebrazioni religiose. Ad oggi ha collaborato con 44 Diocesi in Italia, che hanno richiesto la formazione su tematiche di attualità legate agli aspetti giuridici, psicologici e sociali sui minori. Per il ruolo pedagogico conquistato negli anni, molti vescovi hanno adottato lo stile e il percorso educativo con la creazione di Gruppi Meter all’interno delle diocesi. Le tematiche riguardano la pedofilia, gli abusi sessuali ai minori, i pericoli di internet e i nuovi media, la religione. Quest’anno abbiamo approfondito l’aspetto relativo all’educazione sociale con la diffusione e la realizzazione di un progetto innovativo “Traccia educativa per una pastorale di prossimità contro gli abusi”, rivolto alle Diocesi che attraverso corsi di formazione e aggiornamento coinvolgono sacerdoti, educatori, catechisti, famiglie, volontari, movimenti, gruppi e confraternite. L’obiettivo è dare vita ad una pastorale integrata con modalità adatte ai territori e alle circostanze grazie alla formazione permanente. Il Papa, da qualche anno, ricorda la GBV – Giornata dei Bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza che prende il via il 25 aprile di ogni anno e si conclude la prima domenica di maggio; “ Un speciale saluto ai rappresentanti dell'Associazione 'Meter', promotrice della Giornata nazionale per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell'indifferenza. Li incoraggio a proseguire la loro opera di prevenzione e di sensibilizzazione delle coscienze al fianco delle varie agenzie educative: penso in particolare alle parrocchie, agli oratori e alle altre realtà ecclesiali che si dedicano con generosità' alla formazione delle nuove generazioni.” (Messaggio del Santo Padre in occasione della XV GBV, 2011). Quest’anno la Giornata Bambini Vittime è giunta alla XVI edizione.

SCUOLA - Meter agisce all’interno della Scuola grazie all’attivazione di Protocolli d’Intesa sottoscritti tra l’Associazione e gli Istituti di Istruzione di ogni ordine e grado. Lo scopo è quello di sancire un accordo che abbia come fine ultimo l’instaurarsi di un’alleanza educativa per un intervento preventivo sui temi che più da vicino toccano i minori.

Le finalità sono molteplici e tutte incentrate sulla tutela del minore:
1) migliorare la qualità della vita dei bambini e degli adolescenti per assicurarne un sano sviluppo psico-fisico;
2) svolgere iniziative contro lo sfruttamento sessuale sui minori e contro ogni altra forma di aggressione fisica, culturale, psicologica e spirituale perpetrata sugli stessi;
3) promuovere e sostenere iniziative che agevolino proposte educative della famiglia rivolte alla tutela dei bambini, attraverso un percorso di formazione nel rispetto della loro identità culturale, politica, sociale e religiosa;
4) sostenere e realizzare progetti di legge volte a migliorare la normativa esistente a tutela dei diritti inviolabili della persona umana e, conseguentemente, del fanciullo.

Tra il 2002 e il 2011 Meter ha incontrato quasi 70.000 studenti (per la precisione 69.618). Numerose sono le pubblicazioni di Meter a disposizione degli operatori del settore o di chi volesse conoscere il fenomeno e come arginarlo. Le testimonianze raccolte nell’ultimo libro “Abbiamo ritrovato la vita” (San Paolo - 2011), sono la dimostrazione che Meter riesce a liberare le vittime dal peso che li copre, ridando speranza per un presente migliore.

CONSIDERAZIONI E STRATEGIE - Non possiamo non sperare che questa “piaga globale” possa essere sempre più contrastata non solo con le azioni di repressione ma con impegni educative, formative e culturali capaci di trasformare il disumano atto esecrabile di abuso in un autentico atto di amore e di rispetto per l’infanzia. Il fenomeno non si limita - è tesi consolidata negli ultimi anni - alle frontiere di un solo paese o di una sola cultura, anzi l’abbassamento della responsabilità individuale, collettiva (politica, religiosa, culturale, educativa e formativa) incide nella “normalizzazione del fenomeno” che genera assuefazione all’abuso e nessuna indignazione. La negazione dell’abuso difronte all’evidenza - basterebbe “guardare” i milioni di immagini e video prodotti - genera nuovi perpetuatori di abusi sull’infanzia e appiattisce la coscienza. Meter in risposta a questo fenomeno istituisce ufficialmente l’OS.MO.CO.P.

OS.MO.CO.P. - Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia e il nuovo Portale - L’OS.MO.CO.P. e le sue funzioni sono consultabili nel nuovo portale di Meter (www.associazionemeter.org) che viene immesso online proprio oggi. E’ un Ufficio altamente specializzato per la ricerca e l’elaborazioni dei flussi dati della rete internet, dove operano e rispondono professionisti qualificati ed esperti per ogni situazione di azioni dannose sui minori, su problemi di disagio, maltrattamento, sfruttamento e violenza.
Ha inoltre la funzione di collettore della raccolta delle segnalazioni da utenti internet che navigando si imbattono su siti con contenuto ritenuto pedofilo o lesivo per i minori, esperti provvedono immediatamente alla valutazione per inoltrare la denuncia alle autorità competenti di tutto il mondo. Inoltre ha come obiettivo di informare gli utenti su come monitorare e denunciare siti sospetti, per questo il canale preferito per la sensibilizzazione è favorire l'uso corretto di Internet. In collaborazione con esperti professionisti nel campo non solo dell’informatica, ma anche quello della psicologia, della neuropsichiatria infantile, della giurisprudenza, che forniranno un apporto concreto nell’analisi del fenomeno e nel fornire indicazioni strategiche nella formazione e nella prevenzione.
Opera presso le scuole, con progetti altamente specialistici e formativi in materia di tecnologia informatica, collocandosi all’interno degli enti richiedenti.
_________________
Ci teniamo a precisare che:
I Report Meter sul lavoro di monitoraggio internet, hanno una credibilità e attendibilità del 100% poiché i dati delle nostre segnalazioni sono riscontrabili presso gli uffici del Ministero dell’Interno
in virtù della convenzione siglata nel 2008 tra Meter Onlus e Polizia Postale.
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Di Loredana Morandi (del 14/02/2012 @ 02:38:01, in Osservatorio Famiglia, linkato 35 volte)
Una ragazza è stata barbaramente uccisa a causa di quel materiale. L'avvocato ricorrerà, possiamo starne certi. Ma la pena assegnata a Stasi è comunque da definirsi ridicola. La vita dei bambini in Italia non significa nulla.. e non si può andare avanti così. L.M.

Materiale pedopornografico nel pc,
Stasi condannato

Il carcere diventa una multa di 2500 euro

E' stato interdetto dagli incarichi nelle scuole e in tutte le attività a contatto con minori. Il legale Giulio Colli sta valutando se presentare appello alla sentenza.

Pavia, 13 febbraio 2012 - E' stato condannato a 30 giorni di carcere, poi trasformati a 2.540 euro di multa per detenzione di materiale pedopornografico. Non ha pace Alberto Stasi, assolto anche in appello nello scorso mese di dicembre per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, assassinata a Garlasco.

Pena aggiuntiva. Stasi inoltre è stato interdetto dagli incarichi nelle scuole e in tutte le attività a contatto con minori. Stasi non ha commentato la sentenza, il legale Giulio Colli sta valutando se presentare appello alla sentenza.

Finito davanti al giudice per l'udienza preliminare di Vigevano nel 2009 con la doppia accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, l'ex bocconiano era stato prosciolto per la divulgazione di filmati hard con protagonisti bambini anche in tenera età. Rinviato a giudizio per il solo reato di detenzione di video proibiti, quindi, l'accusa si era ristretta a 17 frammenti di immagini per i quali il giudice ha deciso di condannarlo.

http://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/2012/02/13/667616-Stasi-Pedopornografia-Condannato.shtml

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Questo articolo da Repubblica stranamente tratta malissimo la Procura, con un giochetto non troppo pulito sulla creazione di fascicoli d'indagine del tutto differenti, affidati come è ovvio a pm diversi, tra la denuncia della madre e l'omicidio del figlio compiuto dal padre presso il centro assistenziale di San Donato. Vero è che la vita dei bambini in Italia non vale niente, mentre di fatto nel paese muore una donna ogni due giorni e spessissimo con lei muoiono anche i suoi figli. Il caso odierno è eccezionale, lo è la sentenza assolutoria, così come è eccezionale la oggettiva incapacità di giudizio degli assistenti sociali e l'assenza di misure precauzionali interne alla struttura. In merito a questi requisiti, che accomunano tutti gli assistenti sociali d'Italia, bisogna dire che la a-specificità professionale è il solo comune denominatore. Gli assistenti sociali non sono psichiatri, non sono sociologi e non hanno alcuna esperienza in campo criminologico, medico, infermieristico o dell'insegnamento.  Perché allora non creare un percorso formativo obbligatorio che preveda l'affiancamento alle forze di polizia per 6 mesi? Con la Digos, magari. Chissà allora se questa professionalità così emergente ed invasiva nelle famiglie italiane, acquisirà la capacità di riconoscere un brutto ceffo da una persona normale con delle difficoltà... L.M.

Uccise il figlio affidato ai servizi sociali
Educatori assolti: "Il fatto non sussiste"

Il giudice delle udienze preliminari accoglie la richiesta dell'accusa per il caso del bambino affidato a un centro sociale ucciso dal padre durante un colloquio settimanale a San Donato


di SIMONE BIANCHIN

Il tribunale li ha assolti con formula piena. Secondo il gip Vincenzo Tutinelli le assistenti sociali Nadia Chiappa e Elisabetta Termini e l'educatore Stefano Panzeri, finiti sotto processo dopo che il 25 febbraio 2009 non riuscirono a evitare che un padre impazzito sparasse alla nuca del figlioe poi lo accoltellasse al cuore, prima di suicidarsi, sono innocenti.Erano accusati di concorso omissivo colposo in omicidio doloso: ma secondo il giudice loro avrebbero agito correttamente; e di conseguenza la strage è stata ritenuta non prevedibile e non evitabile. Per il giudice, da parte loro c'è stata «una superficiale valutazione del pericolo rappresentato».

Il pm: "Educatori senza colpe"

Antonella Penati, 44 anni, la mamma di Federico, il bambino di9 anni ucciso dal papà, non può darsi pace: «Il tribunale ha commesso un'ingiustizia feroce, la responsabilità della morte di mio figlio è di quelle persone, che continueranno a lavorare con i bambini. Vorrei che arrivasse la voce di mio figlio, perché questa sentenzaè uno scandalo che nega la verità». Quella mattina nel Centro socio-sanitario della Asl di via Sergnano a San Donato il pericolo arrivò da un padre indiavolato, Mohammed Barakat, egiziano di 52 anni, macellaio, precedenti per droga, capace di entrare al centro dove c'era suo figlio per un incontro protetto con lui, e di sparargli, accoltellarlo quattro volte, e infine di accoltellarsi a morte. Tutto premeditato. Inutile e tardivo fu l'intervento di un assistente e un medico del centro, che tentarono di allontanare l'egiziano dal figlio, scagliandogli addosso una sedia di plastica e innescando lo spruzzo di un estintore.

Il 26 gennaio 2009, un mese prima della tragedia, Barakat era stato denunciato per minacce dalla moglie. Lei, sorella di un ex carabiniere, era andata dai militari dell'Arma a dire che l'ex marito le aveva annunciato le sue intenzioni, e che tutta questa rabbia trovava radici nel fatto che non aveva accettato la separazione. Antonella aveva chiesto che gli incontri protetti tra il bambino e il padre venissero sospesi.

A quanto pare non era stata creduta: ancora due mesi dopo la tragedia la procura aveva chiesto ai carabinieri di indagare sulla sua denuncia e di sentire anche «la versione di Mohammed», dimenticandosi che fosse morto. Ieri l'ultimo atto giudiziario.

Il pm Gianluca Prisco aveva chiesto l'archiviazione delle accuse a carico dei tre indagati. Di fronte a questa richiesta la sentenza di assoluzione, almeno tecnicamente, non sorprende. La mamma del bambino si chiede se l'unica soluzione possibile per salvare suo figlio avrebbe dovuto essere allora quella di fuggire all'estero: «Insomma dovevo commettere un reato per salvarlo?».(10 febbraio 2012)

http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/02/10/news/uccise_il_figlio_affidato_ai_servizi_sociali_educatori_assolti_il_fatto_non_sussiste-29661377/
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Di Loredana Morandi (del 11/02/2012 @ 08:21:11, in magistratura, linkato 40 volte)
Il segretario di Magistratura Indipendente ha alcune ragioni nel protestare per la lunga proroga,  nel corso della quale ha lavorato l'attuale Giunta della Associazione Magistrati. Ma è pur vero che l'ulteriore proroga non è stata certo determinata dal maltempo o dal calendario, bensì dal voto all'emendamento Pini sulla responsabilità civile della magistratura. Così, durante lo stato di agitazione, richiesto a più voci, è ovvio che le elezioni sian state rimandate. Ad ogni modo, essendo prevista l'astensione dalle udienze dell'avvocatura del 23 e 24 febbraio, lato pratico forse le operazioni di voto avrebbero potuto svolgersi con più tranquillità in quelle date. L.M.

È Carnevale e i magistrati
decidono di rinviare le loro elezioni


Ivo Bretagna
10/02/2012

Durissima lettera di Cosimo Ferri, leader di Magistratura indipendente: «A chi lo andiamo a raccontare che rinviamo il voto per il martedì grasso? Perché non abbiamo pensato al voto telematico?». Una dura polemica a una settimana dagli scrutini dell’Anm (associazione nazionale magistrati) che a questo punto dovrebbero slittare di una settimana.
«La convocazione del Cdc (Comitato direttivo centrale) per martedì 14 febbraio è un evidente segnale che già vi sia un accordo per spostare nuovamente le elezioni. Non ho davvero  più parole e capisco perché in questi anni l'Anm non abbia ottenuto alcun risultato positivo e concreto ed abbia lasciato sola la base dei magistrati: manca qualsiasi capacità organizzativa e c'è poca chiarezza. Questo balletto sulla data delle elezioni mi vede fermamente contrario, crea incertezza e disorienta candidati ed elettori. Ma a chi lo andiamo a raccontare che le elezioni vengono nuovamente rinviate per il Carnevale e perché le scuole sono chiuse? Scusate ma nel mio tribunale le udienze si terranno ugualmente e non esiste alcuna possibilità di un rinvio per il martedì grasso mentre esiste per fortuna, a meno che la nostra Giunta non ci farà togliere anche questo, il diritto alle ferie che ciascuno di noi legittimamente può richiedere in qualsiasi periodo dell'anno, previa autorizzazione. È giusto garantire il voto ma allora perché non si è pensato, previa modifica statutaria, al voto telematico e non si invitano le giunte distrettuali ad aprire seggi in tutti i tribunali anche laddove non sia stata istituita una sottosezione? Solo così si garantirebbe l'effettiva partecipazione, il resto è solo strategia politica. Ed io non ci sto. Anche se immagino che la decisione come al solito sarà frutto di un accordo tra Unicost ed Area (la lista che raccoglie le correnti di Magistratura democratica e Movimento per la giustizia, ndr), che dovremo subire ed alla fine chi voleva rinviare le elezioni per motivi istituzionali otterrà il risultato. Anche nella nostra Anm, purtroppo, gli elettori non contano». È una nota di fuoco quella scritta a caldo da Cosimo Maria Ferri leader del secondo gruppo interno all’associazione magistrati, Magistratura indipendente.

Ebbene, sì. Pare proprio che le elezioni per il rinnovo dei vertici dell’associazione magistrati, per le quali decine di candidati sono in corsa da settimane con incontri, viaggi su e giù per la Penisola e spedizione nei tribunali dei programmi delle varie liste, non si terranno.

I motivi, a leggere le parole del segretario di Magistratura indipendente, sarebbero risibili. Ma staremo a vedere, oltre al carnevale c’è la neve.

Si tratterebbe però della prima volta nella storia ultracentenaria dell’associazione magistrati. Un precedente pericoloso per le due figure ancora a capo dell’Anm, Luca Palamara (rappresentante della corrente Unità per la Costituzione) e Giuseppe Cascini (Magistratura democratica).

Così se sul sito dell’Anm il voto resta fissato per il 12-13-14 febbraio, in realtà si sarebbe già stabilito di votare una settimana dopo, ovvero nelle giornate del 19-20-21 dello stesso mese. Sarebbe stata respinta, invece, la richiesta della corrente di Unità per la Costituzione di rinviare le elezioni di un altro mese. Va ricordato, in proposito, che già oggi il segretario dell’associazione, Giuseppe Cascini, e il presidente, Luca Palamara, ricoprono i loro incarichi per un regime di prorogatio vigente dallo scorso novembre. Un colpo di scena, dunque, destinato a turbare non poco i sonni degli oltre ottomila togati italiani.

http://www.linkiesta.it/elezioni-anm-rinvio-magistrati-carnevale#ixzz1m3W7KLBb
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