FaceBook: La psicosi collettiva, da una vecchia diffamazione
FaceBook: La psicosi collettiva, da una vecchia diffamazione
Nulla di nuovo sotto il sole di FaceBook, ma appare evidente che i due filo pedofili clonatori (reato art. 494 e seg. punibile con pene da 1 a 5 anni), ben avvezzi all'ambiente degli psicologi forensi e del web degli operatori a favore della pedofilia, stiano circuendo persone sole affette da gravissime problematiche psicologiche.La provenienza resta sempre quella del bacino di utenza dei pornografi clonatori sardi. Sono sempre gli stessi. Si tratta infatti dell'operato dei facinorosi e dei pedofili clienti del cartello acronimo "PVF" delle chat IRC, che sfruttavano il server di Università di Napoli Federico II per fini commerciali e per lo scambio di materiali audio video inenarrabili. Un cartello pro pedofili omosessuali.Ribadendo che nel web pubblicato NON esiste alcuna privacy e chi è autore di azioni cattive, diffamatorie o istigazione alla violenza contro singoli, gruppi etnici o religiosi, ci mette la faccia pubblicando se stesso. Porto a conoscenza dei miei lettori quanto accade a me, come persona e cittadina italiana nel pieno dei miei diritti, mostrandovi tutte le immagini.Immagine 1Qui l'interesse morboso sulla mia storia professionale e i miei rapporti con il Comitato Informatici ATU. Lo sfruttamento del lavoratore ad opera di chi è in vertenza sindacale e rischia il posto ma ancora lavora è umanamente intollerabile nonché, oserei dire, di stampo patronal-nazista. Immagine 2Nella giornata di ieri lo staff di FaceBook ha ottemperato solo ad una parte delle mie richieste: la cancellazione dei video realizzati da una crew del file sharing illegale, che si aggirava nelle chat della società del porno e divulgati dalla ragazza barese, circuita allora ed attualmente fuori dal circuito criminale. Circa 50 minuti dopo questa comunicazione, almeno due dei video cancellati era nuovamente online.Convengo con la signora Antonella Leone, a me sconosciuta se non per il nome, sul fatto che io non sono Dio. Ciò nonostante NON è lecita in Italia una tal diffamazione per scopi commerciali, ad opera degli utenti e dei gestori di un sito del porno commerciale. Immagine 3L'immagine che segue evidenzia l'azione di trolling posta in essere dal clone del prof. Frassi della Associazione Prometeo, alias Maxi Fasso, e dallo sconosciuto "Leoluca Zero", troll appena apparso a dar manforte ai due pedofili riconosciuti e rei del reato di sostituzione di persona.
I precedenti in data di domenica 13 settembre 2009
La persona di cui ho cancellato accuratamente il nome è una donna italiana, di circa 45 anni, sposata con figli. Ella è in evidentissimo stato di circonvenzione, se cade con tanto di scarpe nella trappola ordita ai suoi danni (ed ai miei) ad opera di user e nickname NON riconducibili a persone reali, se non nel caso del clone ufficiale del presidente della Associazione Prometeo Onlus.
Nella giornata di ieri la donna scrive un lungo intervento, suddiviso in più parti, i cui contenuti sono da ritenersi tutti gravemente offensivi, stante il background di una educazione familiare la induca in alcuni punti a migliori consigli.
Essendomi la donna completamente sconosciuta non mi è difficile evidenziare un scoppio istrionico indotto dalla circonvenzione, ed innestato su stati progressivi e ricorrenti di quella depressione tipica delle donne oltre la soglia degli "anta".
Per leggere l'intero report e tutti i testi scritti dalla donna con le mie spiegazioni in Rosso, cliccare sul riquadro immagine qui sotto:


La versione maschile
Sempre nella giornata di ieri, domenica 13 settembre, mentre stavo realizzando il profilo ufficiale su FB di questo sito vengo fatta oggetto delle attenzioni di un uomo, sedicente membro della Protezione Civile. L'uomo si riterrà libero di intrattenermi con falsi intenti nella conversazione da leggersi in immagine qui sotto (clicca per allargare).

Improvvisamente, e senza alcun sentore di ciò da parte mia, la persona inizierà ad esprimersi in modo delirante minacciando ed inveendo contro la sottoscritta, completamente ignara dei processi psicologici in corso nella scatola cranica dell'uomo. Mai avrei immaginato che dietro un comportamento gentile ed affabile, si nascondesse una psicosi di tali proporzioni o che una persona apparentemente normale potesse credere e fare propri gli scritti di "Duna" e quelli del pedofilo, che clona il presidente della Prometeo Onlus. Di punto in bianco. (cliccare sulla foto per credere).


Ritenendo oggettivamente pericoloso il comportamento dell'uomo nei miei confronti, non ne nascondo il nome per la mia sicurezza personale e per quella dei miei lettori.
Su tutti questi fatti c'è una sola morale ed è gravissima: I personaggi noti ad opera dei loro circuiti stanno ulteriormente dando prove certe del reato di Istigazione per delinquere. Sì è un programma tutto già visto e scritto altrove, ed io ne denuncerò gli stessi autori (Rammentate? L'articolo 70 sul commercio elettronico non copre lo sporco di Pirate Bay e quell'avvocato è già denunciato. Inoltre il collegamento c'è ed è sempre Maxi Fasso).
Ad oggi le persone circuite e coloro che con dolo aderiscono a quel gruppo sono oltre 300, in occasione della ennesima denuncia io sarò certamente costretta a far richiesta per ottenere fin da subito un programma di protezione "Testimoni".
Gli autori di questi fatti sono soltanto gli adepti della società del porno, la società in nome collettivo con un bacino di circa 750 utenti. La società Srl romana, ovvero la capofila tra gli sfruttatori del server di università di Napoli, esercente nel settore Hosting e gestore di tutte le chat IRC con un proprio server invece può raggiungere seduta stante più di 40.000 utenti nel web.
Le minacce di morte, provenienti da persone esercenti nel commercio di pornografia di tutti i tipi: dall'amatoriale, all'hard violento per arrivare alla pedopornografia, sono state sempre più che reali. Lo si vede bene anche ora.
Io NON ho paura, ma con il placet di una ex Brigatista rossa napoletana (anche considerato che la truffa avviene a Napoli) e l'istigazione a delinquere dell'utenza legata ai circuiti del sesso deviato, al massimo potrà succedere che l'Ordine dei Giornalisti mi attribuisca una targa di merito professionale in tutto simile a quella di Beppe Alfano. Alla memoria...
Loredana Morandi
Attenzione: l'uomo e la donna, che imperterrita prosegue con gli insulti da più di 24 ore, possono agevolmente essere denunciati per stalking. Il comportamento violento dell'uomo mi ha veramente spaventata. La donna ha un bacino di utenza di oltre 900 iscritti, l'uomo circa 400. A causa loro 1300 persone hanno ricevuto notizia dello sporco di un sito pornografico e dei suoi utenti. E' così inoltre evidente una abbondante dose di diffamazione gratuita e volontaria. Invito a non scrivermi affatto in merito alla privacy dei due strani personaggi.
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